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Questo episodio è una chiacchierata intensa e piena di ispirazione con Tahar Ben Amara, campione e maestro di scherma, che ha trasformato la sua passione sportiva in un vero progetto di vita e di comunità. Dal sogno da atleta alle scelte difficili, dal rimanere in Sardegna per costruire qualcosa di nuovo alla creazione di una “famiglia sportiva” al CUS Cagliari con oltre 100 ragazzi in sala, Tahar racconta cosa significa davvero dedicarsi a uno sport e a un gruppo di persone per anni.​Durante l’intervista si parla di:

- Come funziona davvero la scherma (spada, fioretto, sciabola) e perché è uno sport molto più mentale, educativo e formativo di quanto sembri dall’esterno.​

- Cosa vuol dire fare l’atleta e il maestro insieme, competere contro i propri allievi e allo stesso tempo aiutarli a crescere dentro e fuori dalla pedana.​

- Il percorso che lo ha portato a diventare uno dei migliori spadisti in Italia, nonostante l’età “da master”, arrivando 37º su oltre 2000 atleti e salendo sul podio in una open nazionale.​

Uno dei passaggi più forti è il racconto dell’infortunio al ginocchio e del recupero-lampo: 81 giorni dopo l’operazione Tahar è già di nuovo in gara, grazie a una disciplina quasi “ossessiva” e a una mentalità alla Kobe Bryant fatta di metodo, sacrificio e ore di lavoro invisibile. Questo esempio diventa un modello per i suoi ragazzi, che lo vedono tornare in sala la sera stessa dell’operazione e imparano sulla pelle cosa vuol dire resilienza, impegno e non arrendersi di fronte agli ostacoli.​