Vivo
Perennemente nel Vuoto
A contatto con il moto
Danzando a tempo.
Ci pensi mai che
Il tuo corpo è
In prestito?
Un dono dalla terra
La tua creatura!
Abbine cura!
Amala
Nutrila
Sentila, scoprila
Spogliala e ricoprila
Svestila e incarnala
Ogni istante , una rinascita
Ad un battito di ciglia
Apri le pareti, sfondale
Credici e Vedi
L’oro che dimora in te
Essa una gemma
Preziosa rarità che
S’espande e vibra
Costante
È iniziata la Nuova Era
Un anno e mezzo è durato il mio reclutamento
Ho abbandonato tutto, averi, amici , affetti e famiglia ; conoscenze personali e ricordi di esperienze ; nulla sussistette più del mio io incarnato, e andai.
Superai le barriere incarnati e, le forze della creazione materiale, doni di fusioni tra forze antagonisti e plasmatici ; disintegrai ciò che fu stato e riesumai il sempiterno
Raggiungi un burrone dopo il vuoto assoluto ; Lui Tuonò dopo avermi mostrato l’iperuranio , mi Amò in ogni fase, da amante sublime, padre e madre mi condusse con mano , tale atto era il mio occhio, la vista donata da un’unione cardiaca sempre più profonda , intrinseca
Fino a esplodere in un’esplosiva estrinsecazione
Così nacque la stella e l’angelo cadde
Le ali si sciolsero nella caduta, ripresi via via tutti i corpi, i ricordi, le memorie e nell esperienza riesumai dai frutti le ceneri passate, che come fuliggine apparivano, moscerini suoi emissari libravano attorno al mio corpo umano mentre il Suo sorriso approvava ; come uno sguardo che esprime “ti ri-cordi?” , sciogliendo i nodi della corda, sui i fili della tela ci muoviamo ; adesso consapevole io sono, dell’utilità di tale dono.
Non più cerco di evadere perché sono, è un maglione per esperire il gelo senza congelare, nulla di ciò che è creato in Verità è male, Caso non viene se non per ingannare , l’universo ha occhi e orecchie infiniti quanti suoni da mostrare
L’immenso non-sapere non-volere ;negare la brama di volere e prendere, atto di tendenza alla chiusura, dominio falsato , distorsione contorta di un ragno ingarbugliato nella sua stessa tela, affamato perché non ricorda del potere della sua sa-liva , aumenta il peso anziché librarsi , scivolare sui suoi stessi prodotti di gustosità leggiadra
Mi chiamò Arakne e mi diede la corona
A me la scelta perenne spetta ora.