Frustante il bisogno d’esplicare la realtà.
Se i dì scorriam con noi stessi
Ci pare di sognar, d’esser dentro bolle
Obliose, grigie e lievi
Neppur lo specchio, lamina vitrea
Soddisfa nel concretizzare il reale.
Ivi riflesso, sempre più intenso
Ci par lontanamente staccato.
Se adagio codesto arto sulla superficie
Lei la sposta sul capo,
Veemente la lascia scivolare all’ugola
E pressa una forza sul collo.
Di scatto mi scosto dal rifratto
E torno sol con me stesso.
Se tu mi vedi, mi domandi,
Io rispondo, son cortese!
In quello scambio di rimandi,
Le realtà diviengon concrete.
Il bisogno di rispecchi svanisce,
L’oblio s’affievolisce,
La luce l’oscuro schiarisce .
Ps.
Operosi, chiedo venia,
Non trovo parol per l’onore;
Questa mia misera lena
Non lascia spazio al calore.
Nondimen vi sono lontano!
Sto lavorando pur io
Nel costruir la strada senz’ oblio.