In principio
Nell’essere tutti angeli
Serafino s’accorse di un’altra realtà
Opposta a quella tersa e benevola del Divino.
Divenendone portatore puro
E imperator del doloroso regno di mezzo
Accogliendo, chi come lui
Possessore di tale sapienza a pochi nota.
Come in principio
Nel totale oscurantismo,
percepivo solo il Perfetto.
Fu quando tu, suo messaggero
Mi apristi gli occhi
Portandomi a ballare la danza dei morti viventi,
Esseri dotati di carne pura che
Sol muovendosi tornavano in vita
Con un sol cuore per due
Un sol respiro
E molteplici brividi
Raggiungendo l’apice delle trepidazioni vitali.
Come al principio
L’esplorazione fu tale
Da rinchiudermi totalmente nell’Ade della luce.