Là Dimora
Lacrima il Cielo, sussurra il Vento,
Carezze notturne in pleni Lunio;
Innanzi all’Arco, Tre Figure
S’incontrano nel Centro.
Saluta la Prima, alzando l’occhio
Gioisce il Creato, Pioggia s’aumenta,
Sussulta Terra , e Vita Canta:
“Letizia in Cuor, m’inchino a voi
Figure viandanti, specchi miei
Riflettenti, il Creato tutto che
Ovunque è, in vostro sen!
Gioia che, tal’ incontro,
Causa in me, smove il mondo,
Nell’intern, Come all’estern.
Timore alcun’, per’esta tempesta
Per’esto tremar di terra, l’ulular d’aria
Non abbiate, Care mie;
Doni del Padre nostro son’ che,
A noi in festa s’offron’ .”
Con un inchin’ , smise il fiato,
Raccolto in sè , in gesto d’abbraccio
Si placò l’orchestrar del tutto.
In sù tirò l’estremo del labbro,
Riso contenuto, il cappuccio smise;
Volgendo il volto al Ciel, Silenzio scese.
Nell’Istante etern’, con la sua falce
Morte rispose alle due creature:
“Salute a te Sorella Vita, mia nemesi.
Dove tu vai, io torno;
Raccogliendo ciò che hai lasciato.
Semi nuovi che, a casa troverai
E l’indomani ripianterai.
Compito mio, tener pulito,
Con tale falce, l’Inter creato,
Dal Padre nostro forgiato,
Al qual riporto ciò che prendo.
La Voce sua, Guida mia è.”
Sguardi d’intesa; ammirazione e sostegno
Le due sorelle si donarono.
L’Ambiente, d’aura calda s’impresse
I loro occhi sulla terza s’impuntarono.
“Onore immenso È, il trovarsi qui
In presenza vostra, Figure Eccelse;
Indegne le Parole si sentono,
Uscir non vogliono;
Vita; alla Vista tu doni Luce, là
Dove Morte; al Cuor sussulta il battito.
Specchi polari, portali opposti,
Indissolubilmente congiunte e legate
Nel mezzo ove son Io; così mi chiamano,
Seppur Veste Alcuna porto, e Tutte le indosso.
Grazia a voi porgo, reggitrici d’Ogni,
Con voi nel Padre mi Ricolgo”
Suonò la Campana; Volo di Colomba
Sulla piazza , sorse l’Aurora,
Il Padre le accolse nella dimora .