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Description

Tra acque tempestose,
La Regina di spade dimorava,
Prigioniera d’un luogo, quasi surreale.
Vi trovò, in cima ad una roccia
Dove il mare scontrava le sue onde,
Un Oracolo bianco, luminoso,
Dalla forma d’un volatile argenteo.
Esso, con voce profonda,
Vibrò parole al cuore della donna,
Assicurandole il ritorno nella sua terra.
“Sopra al padrone del Vento,
arriverà per te un portale,
via d’accesso, per tornare al reame.
Accoglilo e seguilo, non esitare,
Verrà per te, non dimenticare.”
Ed in lei, una speranza s’accesse.

I soli tramontavano e le lune calavano
La Regina, divenne solo Donna,
Divenne solo Umana,
Tornò solo Anima, Essenza viva.
Il Tempo non esisteva,
Tutto il caos intorno, prese ordine;
Sempre in esso era stato,
Ma ai suoi occhi, invisibile.
Iniziò a guardarsi intorno,
E tutto era fermo.

Nel Nulla, una fiamma s’accese,
Nello stesso istante in cui lei la vide.
L’aria iniziò a tremare,
L’acqua iniziò a volare,
Trasportata dal battito d’ali nuvolose
D’un Aquila maestosa.
Sopra d’essa, un Lume, la guidava,
Sicuro e fermo nel percorso,
Pronto ad atterrare dinanzi
Al magnete che lo attirava.

L’aria si fermò e le acque crollarono.
Scese dal Volatile, i due si guardarono.
Due bagliori luminescenti si scontrarono.
Uno scoppio vitale bucò lo spazio tempo.

Il tutto tornò a muoversi,
E la Regina si ritrovò nel suo regno.