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Description

Attraverso due immagini successive, il pastore e la porta, Giovanni presenta la presenza viva e permanente di Gesù nella sua chiesa e nel mondo. Non occorre chiedersi come l’immagine del buon pastore possa accordarsi con quella della porta, ma piuttosto cogliere la portata simbolica di entrambe le immagini per riferirla al mistero di Gesù e della sua presenza fra noi.

Un certo immaginario non attento al testo pensa Gesù come un pastore che conduce le pecore all’ovile e in questo senso tali persone pensano anche la Chiesa, chiamata a condurre o ricondurre all’ovile le pecore smarrite. In realtà il buon Pastore conduce le pecore fuori dall’ovile. Arriva al recinto – Giovanni usa un termine inconsueto nel vocabolario pastorale, spesso riferito al cortile del tempio –, chiama le sue pecore per nome a una a una e le conduce fuori, anzi, «le spinge fuori».

Il verbo usato - altrove tradotto con scacciare, gettare fuori - è forte, esprime un deciso impulso. Sulle pecore agisce dunque il fascino e insieme l’energia del pastore. Non è immediato per le pecore lasciare il posto tranquillo del riposo: ci vuole un forte amore per il pastore e un’energia venuta da lui che le muova.