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Il brano che la liturgia ci propone per questa domenica è inserito nel capitolo 3, dedicato in particolare al dialogo tra Gesù e Nicodemo. Ora, Gesù continua con il dialogo (vv. 16-18) e alla radice del disegno della salvezza di cui sta parlando c'è la presenza di Dio Padre.

 

Ha tanto amato. L’agape, a differenza dell’amore passionale ed egocentrico, è un amore di predilezione che vuole il bene altrui, e la sua sorgente è in Dio che ama per primo (1Gv 4,19). Questa agape è Dio, è nel Padre, è la natura stessa di Dio (1Gv 4,7.16). L’agape è pure nel Figlio (Rm 8,35-39) che ama il Padre come è amato lui (Ef 1,6), e come lui anche il Figlio ama gli uomini (Gv 13, 1; 14,21). L’agape è anche dono dello Spirito Santo (Rm 15,30) effuso nel cuore dei credenti.

Da qui sappiamo perché Dio ama il mondo in modo così totale e gratuito. Il “mondo” in Giovanni, significa gli uomini nel loro insieme, come pure gli uomini in quanto si oppongono alla luce divina. In quel dialogo notturno Gesù comunica ciò che è essenziale della fede e dice che: Dio ha tanto amato il mondo... Noi crediamo che è realtà, una certezza, perché il Signore stesso ce lo assicura in Isaia e in tanti altri parti della sacra scrittura: “Tu mi appartieni... tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo” (43,4).

Da dare il Figlio. Questo mondo Dio lo ama, al punto da mandare il suo Figlio: Dio Padre dona quanto ha di più prezioso, per farci toccare con mano fino a che punto ci ama. Questo amore di Dio entra nella storia e si fa storia di questo mondo; Dio penetra nel profondo della natura umana, Lui stesso si fa uomo (Gv 1,14). Questo è il progetto, il quale si è realizzato attraverso l'invio del Figlio nel mondo e al quale è necessario dare una risposta nella fede da parte dell’uomo per sperimentare la vita di Dio.

 

Perché chiunque crede in lui... Come a Nicodemo anche oggi l’invito è rivolto a noi a entrare in questo cammino di conversione con la grazia dello Spirito Santo che dona la fede. E’ proprio con la fede l’uomo può accogliere o rifiutare questo amore di Dio; accogliere o meno la persona di Gesù, sciegliere per la vita o per la morte, optare per la luce o per le tenebre. La luce di Gesù è così penetrante che abbatte ogni sicurezza umana e ogni orgoglio, anche il piu nascosto. E chi si lascia illuminare da questa luce, accetta la persona di Gesù e fa spazio a un amore che lo trascende trova e “possiede la vita”, “tesoro prezioso” che nessuno riesce a darsi da solo.

 

Perché il mondo si salvi... La missione di Gesù è quella di portare agli uomini la “vita eterna”, cioé, non la “morte-perdizione” ma la salvezza grazie alla vita, alla morte e alla resurrezione di Gesù. Egli è venuto in mezzo a noi con una sola forza, quella dell’Amore-Crocifisso che è l’essenza dell’amore divino. La morte in croce di Cristo, secondo Giovanni, rivela allo stesso tempo chi è Dio per noi e chi siamo noi per lui. E’ il Cristo, volto di Dio Padre, che seduce, che affascina, che convince il mondo e i peccatori. E’ il “potere dell’amore” capace di aprire nuove finestre di dialogo con il mondo e la società. E’ necessario convincerci che l’amore è l’unica verità di Dio dell’uomo di cui il mondo ha tanto bisogno, perche questo Amore non condanna ma perdona, non rifiuta ma abbraccia e accoglie, non chiude ma apre e libera, mai si stanca ma permette di sperare verso e contro tutto, sempre in favore del peccatore.