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Description

Per il modo in cui l’uomo è fatto, i suoni melodiosi e armoniosi possono avere un impatto profondo ed emotivo su di noi.

Succede specialmente quando sono accompagnati da un buon ritmo, nonché da un bel testo.

La musica è stata definita “suono organizzato”. Fra gli ingredienti utilizzati per realizzare un suono melodico troviamo il rigo musicale formato da cinque linee parallele con le relative “carte d’identità”, ovvero le “chiavi”. Ci sono poi i “diesis” e i “bemolle” che alterano il carattere e l’altezza delle note senza cambiarne il nome. Le diverse forme delle note indicano il tempo o la durata variabile dei suoni che rappresentano. Posizionati più in alto o più in basso sulle linee del rigo rappresentano suoni più alti (acuti) o più bassi (gravi). Questa è la musica scritta. E il suono della musica proviene da qualcuno che esegue la composizione scritta, seguendo gli ingredienti di una ricetta perfetta. La musica è quindi una forma d’arte che esiste nei regni del suono e del tempo.

Quando il suono raggiunge i nostri orecchi significa che qualcosa sta vibrando: la corda di un violino, la pelle di un tamburo o l’ancia di una cornamusa. Cosa sta succedendo? L’aria si è appena messa in moto. Non è molto diverso da quello che succede quando si lancia un sassolino sull’acqua di un placido laghetto, formando una scia di cerchietti. Le increspature nell’aria raggiungono in nostri timpani e noi sentiamo il suono! Se non ci fosse l’aria non ci sarebbe il suono. Possiamo ringraziare Dio per il meraviglioso udito che ci ha donato, nonché per tutto il meccanismo che ha creato, permettendoci di usare questo speciale mezzo di comunicazione.

Le diverse altezze dei suoni sono suonate da un’ampia varietà di strumenti musicali. Uno dei principali strumenti è senza dubbio la voce umana.

Quando i toni sono eseguiti da una voce intonata, il risultato sarà sicuramente una “melodia”. Visto che la voce scorre come un ruscello, la melodia si può definire “musica a concezione orizzontale”. Suoni eseguiti simultaneamente a differenti altezze formano un accordo, producendo “armonia”, e l’armonia si può definire “musica a concezione verticale”.

Ci sono principalmente due tipi di armonia musicale: la “consonanza” e la “dissonanza”. Proprio così! La “dissonanza” è essenziale nella musica. Perché? Perché senza dissonanza la musica non sarebbe viva. Per esempio, quando un brano musicale giunge alla fine ci dà il senso della pausa. Lo scopo è stato raggiunto e ci sentiamo soddisfatti.

Contrappunto

Quando l’armonia o “musica a concezione verticale” fluisce seguendo le regole fisse della progressione musicale, si può includere un accompagnamento adeguato alle note della melodia, cioè alla “musica a concezione orizzontale”. Prestando particolare attenzione agli schemi dell’armonia, si può realizzare un “contrappunto”. La nostra comprensione e il nostro apprezzamento della musica migliorano quando ascoltiamo questi schemi che supportano la melodia mentre seguono la melodia principale oppure sono eseguiti in contrapposizione a essa. Per esempio, mentre i violini di un’orchestra stanno eseguendo una melodia famosa, usa il tuo orecchio per individuare una melodia di accompagnamento eseguita da un corno francese o da un oboe. Potrebbero venirti i brividi mentre ascolti un passaggio di flauti che ripetono lo schema appena suonato!

In questo modo siamo aiutati ad apprezzare il “flusso” o avanzamento della musica. Gli schemi ripetuti fungono, per così dire, da “pietre miliari”; ce ne accorgiamo, attendiamo il loro ritorno e proviamo soddisfazione.