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Ruth è la storia che racconta come l’intervento di Dio possa trasformare un’apparente sconfitta in una vittoria clamorosa. I protagonisti principali sono due donne: Naomi e Ruth. La storia narra di Naomi, di suo marito Elimelec e dei loro due figli Malon e Chilion, che a motivo della carestia lasciarono la loro città, Betlemme, per trasferirsi in un paese straniero: Moab.

Una cosa molto pericolosa per un credente è quella di lasciare Dio per rivolgersi al mondo alla ricerca di una soluzione ai propri problemi. Betlemme significa “città del pane”, ma in quel periodo Dio permise una carestia nel paese e il pane venne a mancare. Elimelec fece una scelta sbagliata espatriando in un paese il cui popolo era lontano dal suo Dio e che praticava l’idolatria. L’errore fu duplice in quanto, non solo andò in un paese straniero, ma permise che i suoi due figli sposassero delle donne moabite. Dio aveva sempre ordinato al suo popolo di non imparentarsi con i pagani, ma in quell’epoca “non c’era un re e ognuno faceva quello che gli sembrava meglio” (Giudici 17:6). Quest’affermazione del libro dei Giudici non può essere usata come una scusante all’errore in quanto, anche se non c’erano ancora i re, c’era comunque Dio che guidava il suo popolo tramite i profeti e i giudici. Ma, si sa leggendo il libro dei Giudici, il popolo d’Israele era di collo duro e si allontanava sempre da Lui e dai suoi precetti.

Oggi come allora, secondo le indicazioni della Parola di Dio, noi consigliamo i credenti di non mettersi con gli infedeli e di scegliere come partner della propria vita figli e figlie di Dio, confermati e consacrati (2 Cor. 6:14-18). Allontanandosi dal popolo di Dio i risultati furono disastrosi: Elimelec e i due figli morirono, Naomi e le due nuore si ritrovarono sole, senza alcun sostegno, in un paese straniero. Avevano perso tutti i loro beni. Cosa fare?