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Conor si è appena risvegliato e subito sente la voce della nonna chiamarlo, era ancora sulla collina, in mezzo alle radici del tasso. La nonna corre verso di lui e appena lo raggiunge lo abbraccia e se Conor non si aggrappava al tronco cadevano sicuramente. In strada c’era una macchina con i fanali e il motore ancora accesi. La nonna sbraita contro Conor chiedendoli dove fosse stato, ma poi parte di corsa giù per la collina dirigendosi alla macchina. Così sfrecciarono per le strade, schivando i cartelli agli incroci e le altre macchine. Nel frattempo, Conor dice alla nonna che gli dispiace e la nonna lo perdona, poi dopo aver affermato che loro non erano la coppia migliore c’era qualcosa che li teneva uniti qualcosa di importante e cioè la madre del ragazzo. Appena arrivati nel parcheggio dell’ospedale la nonna spense il motore e scende di corsa dalla macchina dicendo a Conor di sbrigarsi.

La nonna entrò nella stanza della figlia di colpo. L’infermiera alla domanda che i 2 avevano stampata in faccia risponde immediatamente dicendo che erano ancora in tempo. Dopo essersi rivelati alla madre il mostro compare alle loro spalle dicendo che quella era la conclusione del racconto. Conor chiede all’albero cosa doveva fare, lui rispose che semplicemente doveva dire la verità. Poi il mostro rivela a Conor che se dice la verità sarà in grado di superare ogni situazione. Così il ragazzo stringe la mano della madre che aprì gli occhi per una frazione di secondo e lo vede, in questo modo capisce il motivo per il quale il mostro era venuto: non per curare sua madre ma lui. Mancavano 21 minuti alle 12:07 Conor non sapeva cosa sarebbe accaduto a quell’ora ma lo temeva. Il ragazzo prende coraggio e dice la verità a sua madre cioè che non voleva che l’abbandonasse, lei cerca di consolarlo ma ormai era troppo debole faceva fatica pure a parlare. Così il ragazzo la stringe forte a se. E alla fine riuscì a lasciarla andare.