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Con il concetto di “disimpegno morale”, Albert Bandura (2016) fa riferimento alla capacità che abbiamo di disimpegnarci dalle nostre auto-sanzioni morali e di venire a patti con i nostri criteri morali, riuscendo a mantenere comunque un senso di integrità.

Guerra e terrorismo. Ma anche semplici interazioni quotidiane online sui social network. Sono tante le situazioni in cui le persone agiscono al di fuori dei limiti dell’etica e della morale, talvolta giustificandosi.

Gli individui in genere cercano coerenza nelle proprie credenze morali per evitare una discrepanza tra ciò che ritengono giusto e come si comportano effettivamente. Questo perché i conflitti tra comportamenti e credenze inconsistenti generano classicamente sentimenti di disagio psicologico noti come dissonanza cognitiva (Festinger, 1957)

è interessante osservare come attraverso alcuni meccanismi, chiamati di disimpegno morale, gli individui possano mettere in atto comportamenti violenti o inumani mantenendo comunque una certa integrità e un senso di coerenza con sé stessi. La diffusione della colpa, la distorsione delle conseguenze e la giustificazione morale sono solo alcuni dei principali meccanismi di disimpegno morale attraverso cui, condotte normalmente considerate come immorali e inumane, vengono percepite come accettabili.

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Bibliografia:

Donnini G. (2018). Moral Disengagement in virtual environments: a literature review. Thesis.

https://www.lumsa.it/sites/default/files/UTENTI/u1416/disimpegno%20morale%20ok.pdf