Sognavo i capelli lunghi e ricci come il frontman degli Electric Light Orchestra, ma i miei crescevano lisci e fermi come quelli dei manichini della Standa. Sperduto nello Yucatan sopra un pullman di pendolari mi colpì una pubblicità dipinta sul muro: "por el agua limpia no pasa el colera". Guardavo fuori dal finestrino e mi ricordo che allora già trovavo singolare l'infatuazione delle masse per chiunque si trovasse a transitare in televisione. Una sorta di sudditanza. Una specie di sortilegio. Al di là del recinto occidentale del mondo passavo attraverso la povertà e ragionavo sul fatto di essere un individuo privilegiato: almeno apparentemente. Se non altro, materialmente. In sogno mi apparve Viracocha e mi disse una cosa solenne, forse una profezia: però al risveglio non ricordavo nulla, solo una cantilena strana. Nel 1999 avevo 25 anni. Era davvero il secolo scorso