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Description

Un  carnevale che è stato anche un momento culturale per noi. L’abbiamo  vissuto in maniera alternativa anche nella sala, con i prezzi politici  per un panino e una bibita, al minimo per autofinanziarci. Ogni  settimana era dedicata ad un tema: indiani, clown … e oltre  all’abbigliamento ci si comportava secondo il tema. I balli di coppia  erano considerati molto tradizionali per cui si facevano spesso trenini e  balli collettivi, balli alternativi si diceva: si ballava, si  scherzava, tutto autogestito, con costi minimi e senza nessuno che  intendesse specularci. Un carnevale, quello al circolo "Musica e  Cultura" nel 1977, trasgressivo, antagonista al carnevale tradizionale.  Una sfilata molto coreografica con palloncini ed uno splendido Peppino e  tanti altri di noi.



Così si è pensato di portare l'allegria nelle strade del paese: non  un evento che allora, come oggi si svolge nel corso, la via principale,  ampia e dritta, ma un evento da fare vivere nelle strade, nei quartieri,  con la stessa idea della mostra itinerante svolta in estate: portare la  cultura, la musica, l'evento, in tutto il territorio, in mezzo a quella  gente che difficilmente usciva da casa per partecipare a quegli eventi  che si svolgevano nel corso. C'era in questo anche il tentativo di  recuperare una tradizione, la tradizione del carnevale in cui persone  vestite in modo fantasioso e con cappuccio, nei pomeriggi di carnevale,  giravano per le vie del paese, persone singole o piccoli gruppi, e tanti  ragazzini che avevano voglia di ridere e scherzare. Noi eravamo gruppo e  come gruppo ci siamo mossi. Un serpentone di persone in maschera ma  senza cappuccio, con i volti scoperti, con l'idea mettiamoci la faccia,  vestiti un po' da indiani, un po' tinti di nero, un po' da clown, che con  delle grandi latte da usare come tamburi, con dei grandi coperchi come  grancasse, giravamo per le vie del paese, ballando e cantando. Un gran  divertimento che iniziava già dai preparativi, quando i locali del  circolo "Musica e Cultura", tra scherzi e risate, si trasformavano in  laboratorio da trucco.