Le circonvoluzioni sulla Brexit stanno arretrando nelle pagine dei quotidiani italiani: rileggiamo quelli della scorsa settimana, storica per l'Europa Unita, per evitare di «abbaiare sotto l'albero sbagliato», come direbbero gli ascoltatori inglesi (se solo esistessero). Fra scenari probabili e incognite, resta l'impressione di «un'isola alla deriva», come scrive “Repubblica”. Ma un «no deal», cioè il divorzio senza un accordo con l'UE, penalizzerebbe tutti. In una Gran Bretagna che predispone misure da periodo di guerra, con il razionamento (prudenziale) di cibo e medicine, l'ipotesi più probabile è che si chieda un'apertura di credito, cioè di allungare il periodo di transizione oltre una scadenza ormai incombente: il 29 marzo 2019. Il Parlamento ha ripreso il controllo, sostiene il “Guardian”, ma l'inceppamento del palazzo paralizza un paese intero e le traversie nel pallottoliere «creano più domande di quante ne risolvano», come coglie il podcast della BBC.
+ episodio sponsorizzato da #instapolitica, che ha curato il sondaggio Corbyn/May: https://www.instagram.com/_instapolitica_/ +
Gli articoli citati provengono dai quotidiani “La Stampa”, “Repubblica”, “Libero”, “il manifesto”, “Il Sole 24 Ore” e “Il Fatto Quotidiano” in edicola i giorni 15, 16 e 17 gennaio.
La foto è la copertina del “Sun” all'indomani del voto, per vedere le altre: https://www.theguardian.com/politics/2019/jan/16/brexit-front-pages-on-wednesday-after-may-vote-defeat?CMP=Share_AndroidApp_Tweet
Qualora ci abbiate capito poco, il riassunto efficace di “Breaking Italy”: https://www.youtube.com/watch?v=KehIKPcWtME
Per tenersi aggiornati, ci si può rifornire sui media inglesi: https://www.theguardian.com/politics/eu-referendum
Gli stacchi provengono dalla canzone “British” della Dark Polo Gang. Come diceva Orazio, miscere utile dulci