Il 22 novembre ci sono le elezioni in Olanda e il partito che potrebbe vincerle, fino a due mesi fa, non esisteva neppure. A meno di un mese, in cima alle intenzioni di voto c’è «Nuovo contratto sociale» di Pieter Omtzigt: anti-establishment e frugale, contrario all’integrazione europea come gli agri-populisti di BBB. In campo anche Frans Timmermans, che ha lasciato la Commissione europea per fare il frontman di un’alleanza tra Verdi e Sinistra, e i liberali orfani di Mark Rutte.