Macrolotto industriale di Prato: capannoni stipati di merce tessile, lavoratrici e lavoratori, anche minorili, che operano in condizioni disumane, senza i minimi diritti sindacali e umani.
I ragazzi della 5CTL e 4CTL hanno visto con i loro occhi l'ingiustizia e le terribili contraddizioni a pochi km da dove vivono.
Compare un signore francese che ci racconta perchè spesso viene dalla Francia ad acquistare, direttamente in questi capannoni, borse griffate e capi di abbigliamento di ottima qualità a prezzi bassissimi: è lui il complice!.
Poco lontano un TIR bruciato dalla mafia cinese che sosta davanti ai capannoni da anni: un avvertimento a tutti quelli che non vogliono pagare il pizzo.
Tutto questo fa parte di una serie di esperienze che gli studenti hanno vissuto per una intera settimana visitando i beni confiscati alla mafia sul territorio toscano, grazie al progetto "Le Grand Tour dei beni confiscati alla mafia", promosso dalla Fondazione Caponnetto e finanziato dalla Regione Toscana.