Di fronte a qualcosa di insolito o a qualcuno che viene percepito come diverso, generalmente le persone reagiscono in un primo momento con una curiosità che può essere più o meno diffidente o accogliente. Dopo, o si avvicinano per accogliere, conoscere e comprendere, oppure respingono e rifiutano la cosa o la persona diversa da ciò a cui sono abituate.
In un mondo dove confini e distanze materiali vengono resi sempre più trascurabili da internet, dalla tecnologia in continua evoluzione e da una rete di trasporti sempre più fitta e veloce, purtroppo rimangono ancora oggi confini e distanze dovute a convinzioni e abitudini culturali, sociali, familiari e psicologiche. Andare incontro a ciò che non conosciamo e accettare la diversità, nel senso più ampio del termine, è una meravigliosa opportunità di crescita, che cancella i giudizi, i pregiudizi, le paure, e lascia spazio alla possibilità di un confronto aperto e libero, all’opportunità di conoscere, di arricchirci interiormente e di trasformarci come persone. Quando riusciamo ad avere consapevolezza di quello che non vogliamo accettare o che pensiamo di non poter accettare, quando finalmente riusciamo ad aprire uno spiraglio verso quello che ci spaventa per completa ignoranza o per scarsa abitudine ad averci a che fare, finalmente possiamo vedere la persona o la situazione nel suo insieme, in un’interezza carica di elementi che prima non avevamo mai considerato e che magari ci piacciono anche, facendoci apprezzare
qualcosa che prima rifiutavamo.
Accorgersi che la diversità non è una minaccia ma un’opportunità di crescita è una cosa bellissima! Ed è ancora più bello quando la peculiarità che rende diversa una persona diventa semplicemente una sua caratteristica, esattamente come il colore degli occhi o un tratto caratteriale. Solo una delle tante tessere del puzzle che costituiscono quella persona. Speciale e unica come qualsiasi altro individuo.
Ogni puzzle, ogni mosaico, ogni cattedrale, il mondo intero, è fatto di elementi tutti diversi e tutti fondamentali perché l’opera sia completa e in equilibrio. Rifiutare anche solo un elemento significa rifiutare una parte di noi.
Se hai curiosità, dubbi o domande, non
esitare a contattarmi scrivendomi una mail a annalisa@logopedistamestre.it