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In 2Re 2, 23 – 25 leggiamo: Poi di là Eliseo salì a Betel; e, mentre camminava per la via, uscirono dalla città dei ragazzi, i quali lo beffeggiavano, dicendo: «Sali, calvo! Sali, calvo!» Egli si voltò, li vide, e li maledisse nel nome del SIGNORE. Allora due orse uscirono dal bosco e sbranarono quarantadue di quei ragazzi.

Di là Eliseo si recò sul monte Carmelo da dove poi tornò a Samaria.

Questo testo si potrebbe illustrare con un segnale di “pericolo di morte!” A causare la morte non sarebbero radiazioni, scariche elettriche, caduta sassi, o altro, ma il farsi beffe di Dio. Il segnale di pericolo direbbe: “Beffarsi di Dio? Pericolo di morte”.

Il NT lo descrive In Galati 6,7 in questo modo “Non v'ingannate: Iddio non si può beffare.”. La NRV dice: “Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà.” Oppure, la NTVNon fatevi illusioni: Dio non si lascia prendere in giro! Si raccoglie sempre quello che si semina!”

Il brano in questione scotta. Gli scettici, gl’increduli, coloro che sono contro di Dio lo usano per mettere in discussione la sua bontà, la sua benevolenza, e anche la sua saggezza. E forse anche a noi siamo scioccati, o confusi, davanti a questo testo. 

La domanda che alcuni si pongono è: ma era poi così grave ciò che questi ragazzi avevano fatto al profeta? Era solo una ragazzata? Uno scherzo? O c’è di più dietro?