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Ci sono momenti che piacciono solo a pochi. Sono i momenti dell’addio.

Momenti in cui ci si deve separare da persone care, per un periodo più o meno lungo, o per ragioni che sfuggono al nostro controllo.  

Un terapeuta consigliava alle coppie di salutarsi quando uno esce di casa, non si sa mai se capita qualcosa per strada, e se si rientra. Così ci si è lasciati bene.

Alcuni addii sono per sempre. È un normale processo di vitaUno dei più famosi cantanti italiani, Lucio Battisti ha composto una canzone che s’intitola “separazione naturale”.  

Quando ero ragazzo e frequentavo le scuole in un istituto di Lugano, alla fine dell’anno scolastico cantavamo la canzone: “E’ l’ora dell’addio, fratelli / E’ l’ora di partir / Il canto si fa triste: ‘che partir è un po’ morir!”

Il testo biblico di oggi parla però di un altro addio. Si tratta di due persone, che si lasciano per sempre, uno passa nell’eternità, l’altro rimane, ma nessuno dei due muore. Questa separazione non è naturale ma soprannaturale. E in questo caso, partire non è morire. Partire è vivere. 

Elia viene rapito in cielo, vivente, senza passare per la morte. Non sappiamo in quale momento preciso sia avvenuto il passaggio da questa vita alla prossima. Ma, comunque, Elia lascia vivo questa vita. Elia è l’uomo che non è mai morto. 

Eliseo rimane ed è pronto per continuare da solo l’opera di Dio iniziata da Elia. Ha saputo imparare dal presente, dal passato ed è pronto per il futuro, come abbiamo visto la volta precedente. Egli ha il suo filo diretto con Dio, è pronto ad assumersi le sue nuove responsabilità.

 

Lettura del testo: 2Re 2, 7 - 12