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Sono parole che forse hai già pronunciato anche tu, o che hai già sentito. Parole dedicate a chi non si vorrebbe mai perdere o abbandonare. 

Parole, o promesse, che si fanno anche nelle relazioni sentimentali. A volte, queste non durano.

Una vecchia canzone, la canzone dell’amore perduto, diceva: Ricordi, sbocciavano le viole con le nostre parole: “Non ci lasceremo mai, mai e poi mai... Vorrei dirti ora le stesse cose. Ma come fan presto ad appassir le rose… così per noi”

 

Sono parole che possiamo rivolgere anche a Dio. Quanti hanno già detto a Dio: “voglio vivere per sempre con te!”

O quanti amici o conoscenti, ci hanno promesso, per esempio di frequentare una volta la chiesa? Ma non lo hanno fatto. 

Ho udito dire da più persone: Da ora in poi frequenterò tutte le domeniche. E già dalla domenica successiva sono sparite. 

 

Nel testo di questa mattina le parole: “io non ti lascerò” le dice una donna sofferente a un profeta. Si tratta della Sunamita, nel testo di 2Re capitolo 4. È una di quelle che ho definito le “tre frasi famose”, o caratteristiche della Sunamita.

a) La prima è: “Non mi ingannare” (2Re 4, 16 fine). Lo dice a Eliseo subito dopo aver ricevuto la promessa di avere un figlio. È una frase che mostra la sua autenticità, sensibilità, ma anche la sua fragilità, la sua lotta tra fede e dubbio. 

b) La seconda è “Va tutto bene” (v 23 “lascia fare” NR e v 26 “stanno bene” NR) sulla quale abbiamo meditato domenica scorsa. Se non lo hai ancora fatto, puoi ascoltate il podcast, intitolato appunto “Va tutto bene!” dove c’è la spiegazione. 

c) La terza frase, quella del testo di oggi, si trova in 2Re 4, 30 “com’è vero che il Signore vive, e che tu vivi, io non ti lascerò”. Una frase detta in modo risoluto. 

La domanda è: Sarà vero? Manterrà questo proposito?