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Prima di ascoltare questo messaggio, ti consiglio la lettura del testo Biblico di 2Re, il capitolo 3. 

Mediante questa parola Dio vuole dirci che le vittorie nella vita della fede sono possibili soltanto con la Sua grazia. Non per i nostri sforzi, non per la saggezza o strategie umane, che sono efficaci fino a un certo punto. La vera vita, la vera vittoria, è possibile soltanto per mezzo della grazia di Dio. Per questo, ho intitolato il testo di oggi: Vincere con grazia.

 

Questo testo non è solo insegnamento spirituale. Si tratta di una storia vera, ben documentata e provata dall’archeologia. La pietra di Mesa, scoperta nel 1865 in Giordania, che risale agli anni 840 – 820 a.C. porta le iscrizioni di Moab, vassallo all’epoca di Israele, ai quali doveva pagare dei tributi.

Questa pietra rivela molte informazioni storiche sulla lingua dei moabiti, e contiene la scrittura di molti particolari scritti del terzo capitolo del secondo libro dei Re. 

La pietra di Mesa è una testimonianza della Bibbia, fuori di essa. 

Trovo molto utili queste informazioni che provano che la Bibbia non è favola, ma storia,  Perché ci incoraggiano a credere e così essa può diventare parte della tua storia.

Il re di Moab, che alla fine della guerra scampa e si salva la vita, dichiara su questa pietra di esser stato liberato dalla mano degli Israeliti dal suo dio Chemos. Il testo biblico spiega come questo è avvenuto.

Il re di Moab quando vede che sta subendo una sconfitta, pensa, come pensavano tutti gli adoratori degli dei pagani, che il suo dio era in collera verso di lui, perciò gli offre in sacrificio, sulle mura della città, davanti agli occhi di tutti, l’erede al suo trono, cioè suo figlio.

Gli Israeliti sono talmente turbati, e offesi alla vista di questo sacrificio umano, che lasciano subito perdere e tornano a casa loro. 

 

Cosa ci viene più facile credere, per natura, che Dio è arrabbiato con noi, o che è ben disposto?

Non succede anche a noi che seguiamo il vero Dio, di esser confrontati con degli atteggiamenti verso il nostro Signore, che sono tipici dell’adorazione pagana?

Per esempio, quando sappiamo cosa vuole Dio, ma pensiamo di fargli cambiare idea, perché non sappiamo accettare i suoi piani e cerchiamo di convincere Dio che ciò che noi desideriamo sia molto meglio? 

Ogni volta che ci lasciamo condizionare dai nostri pensieri umani, piuttosto che dalla Parola, pensiamo di Dio con un concetto pagano. Con quanta facilità siamo tentati di pensare che Dio è arrabbiato con noi, quando qualcosa non va come ci piace?

Pensiamo di esser stati abbandonati, dimenticati, da Lui quando qualcosa non riesce così come ci eravamo proposti. Ma Dio è ben disposto verso di noi. Dio non è lunatico. Non cambia umore. Non ci salva per grazia un giorno, per poi in un altro aspettare nascosto che cadiamo per coglierci sul fatto. Il nostro modo di vedere Dio può cambiare. Lui stesso no!

 

Dio vuole farci riflettere sule sue vittorie che lui ci concede per grazia perché Egli è ben disposto verso di noi. Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il SIGNORE verso quelli che lo temono. Salmo 103, 13.

Ad eccezione delle parole di giudizio pronunciate contro i “bulli” del paese che lo hanno sfidato, i miracoli di Eliseo, anche in questi capitoli, sono una rivelazione della grazia e della misericordia divina.

Egli, come Gesù “egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (Atti 10,28). Un passo ricco di ispirazione anche per noi, che ci ricorda: “la mia grazia ti basta”.

 

Non esiste un metodo per vincere nella fede, non c’è uno schema. Ma in questo testo possiamo semplicemente vedere alcuni elementi.