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Questa mattina, durante il nostro collegamento in radio, abbiamo avuto il piacere di parlare con Michelangelo Canzi, attore protagonista dello spettacolo A volo d'angelo, in scena questa settimana al Teatro della Cooperativa di Milano.

Michelangelo ci ha raccontato con grande entusiasmo di questa produzione, che porta in scena una storia potente. Lo spettacolo è scritto e diretto da Federica Cottini e vede Michelangelo nel ruolo di una guida turistica soprannominata Crazy Bosnian Guy, che accompagna il pubblico per le strade di Mostar, nel sud della Bsonia Erzegovina.

Il simbolo più importante di Monstar è il famoso ponte, lo Stari Most dove ci si butta "a volo d'angelo". Questo tuffo è un gesto rituale, ci si lancia con le braccia aperte e le ginocchia piegate sfidando l'altezza della Neretva.

Lo Stari Most non è solo una struttura antica, ma è un simbolo potente: unisce due parti della città e nel tempo è diventato un'immagine naturale di incontro tra religioni, culture, etnie diverse. Dopo essere stato distrutto durante la guerra, la sua ricostruzione è diventata un gesto di riconciliazione.

«Di questo spettacolo bisognerebbe portarsi a casa la consapevolezza. La consapevolezza che non si può girare la testa dall'altra parte».

Lo spettacolo è in scena fino al 18 gennaio 2026 al Teatro della Cooperativa con diverse repliche distribuite nel corso della settimana (orari variano).