Sapete che odore ha la morte? No, non è una domanda retorica, né un trucco da quattro soldi per attirare l'attenzione.
In questo nuovo episodio di Pitturil abbandoniamo per un attimo le rassicuranti tele incorniciate per scontrarci con un'esperienza viscerale, fisica e profondamente disturbante. Parliamo di "Yoktunuz" (che tradotto significa Eravate assenti), la potente installazione dell'artista turco di origine curda Ahmet Güneştekin, esposta alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAM).
Immaginatevi di fronte a una gigantesca montagna di scarpe nere. Le scarpe, come abbiamo tragicamente imparato dai resti ammassati ad Auschwitz, non sono mai solo oggetti: sono reliquie laiche, contenitori di storie spezzate, testimoni silenziosi dell'orrore e dell'olocausto. Ma Güneştekin non si è accontentato dell'impatto visivo. Ha scelto di realizzare questa montagna di calzature in gomma, facendole emanare un odore acre, penetrante. Insopportabile.
Ed è qui che l'arte si scontra frontalmente con il nostro disperato bisogno di "comfort zone". Il disagio generato da quell'odore è stato tale che custodi, guide e visitatori hanno iniziato a protestare. Sono dovuti intervenire i sindacati, costringendo di fatto il museo a ricollocare l'opera per tutelare i nasi sensibili del pubblico.
Ma l'arte deve davvero profumare di lavanda per essere accettata? Le parole di Güneştekin in risposta a questa polemica tagliano come un bisturi: "La povertà, la morte, non sono profumate. Neppure le deportazioni, le prigioni, i massacri. Ma immagino che fuori da certi contesti la realtà più terribile sia ormai solo uno spettacolo virtuale".
In un'epoca in cui viviamo il dolore altrui attraverso il filtro asettico di uno smartphone, passando distrattamente da una tragedia a un video di gattini, forse quel pugno nello stomaco (e nel naso) era l'unico modo reale per strapparci dall'anestesia.
In questo episodio riflettiamo su alcune domande scomode:
Quanto siamo davvero disposti a "sentire" l'odore della verità prima di voltarci dall'altra parte?
In un mondo filtrato e ovattato, il disagio fisico è diventato necessario per trasmettere un messaggio?
E soprattutto: spostando l'opera, il museo ha protetto il suo pubblico o ha brutalmente indebolito il senso stesso dell'installazione?
Mettetevi comodi, ma non troppo. Togliete i filtri, abbandonate le certezze e aprite bene le narici della mente.
Buon ascolto!
Pitturil - Pillole di pittura è il format ideato e condotto da Alessandro Marziano.Se l'episodio ti ha fatto riflettere (o tappare il naso), non dimenticare di seguire il podcast e di passare sui miei canali social per dirmi la tua.