Ian Fleming lo guarda e vede «uno stuntman troppo cresciuto». Cerca il comandante Bond e gli presentano un ex lucidatore di bare.
Perché questo è Sean Connery all’epoca: un ragazzo di Fountainbridge, periferia operaia di Edimburgo, uscito da scuola a tredici anni. Ha lavorato in una latteria, spalato carbone, fatto il modello per gli studenti d’arte. Si è arruolato in Marina a sedici anni e ne è uscito con un’ulcera. Nel 1953 si presenta a Mister Universo come «Mr. Scotland» e arriva terzo, tra gli alti. Non proprio il curriculum di un gentiluomo.
Connery costruì un’immagine e se la godette da lontano. McQueen la vide sfuggirgli di mano e andò a cercare una spiaggia dove nessuno lo trovasse.👇
Il regista, Terence Young, non si scoraggia: se non è nato gentiluomo, lo si fabbrica. Lo porta a cena e gli insegna a stare a tavola, che vino ordinare con cosa, come muoversi. Gli toglie anche un vizio: Sean parla con le mani. Poi lo porta dal suo sarto, Anthony Sinclair, e secondo la leggenda gli ordina di dormire con gli abiti addosso, perché imparasse a portarli come una seconda pelle.
Sinclair è il sarto degli ufficiali: clienti in borghese che vogliono sembrare ancora in servizio. Giacca aderente in vita, spalla naturale, maniche generose per muoversi, e sotto la cintura un taglio che si apre morbido sui fianchi. Un abito per uno che deve poter dare un pugno senza strappare la giacca. Lo chiameranno Conduit Cut, dalla via della bottega. In Dr. No, però, Bond dice di avere il sarto a Savile Row. La prima bugia di 007 è una questione di indirizzo.
Per quel film gli comprano tre abiti. Tre. Li porta a Londra e li porta in Giamaica, e nessuno nota la differenza, perché addosso a lui sembrano sempre stati suoi. Fleming vede il film e si ricrede.
Poi arriva il sole, che è la parte migliore. Bond non lavora mai al chiuso: lavora in spiaggia, ai tavoli da gioco, sulle terrazze. Thunderball si gira a Nassau, e Connery, che a Edimburgo l’estate l’aveva vista soprattutto sul calendario, ci prende gusto. Il golf lo scopre sul set di Goldfinger. All’inizio degli anni Ottanta si trasferisce a Marbella, sulla Costa del Sol, e ci resta fino al 1999: ville, fairway, pomeriggi lunghi. Poi le Bahamas, a Lyford Cay, dove morirà nel 2020.
In mezzo, un’ultima volta, torna 007. Mai dire mai, 1983: Nizza, Villefranche, un castello sul mare per il cattivo, il casinò di Montecarlo. Ha più di cinquant’anni e non ha l’aria di chiedere il permesso a nessuno.
Nel 1988 arriva l’Oscar per Gli intoccabili. Il sarto ha fatto la sua parte. Il resto no: quello non si cuce.
James Bond era un personaggio. Sean Connery è diventato un’idea di come un uomo dovrebbe apparire, muoversi e abitare il mondo.
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Lo stesso sole, venduto due volte: una dal cinema, una da un motore fuoribordo.👇