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"Piazza Affari, sede della Borsa di Milano, non è propriamente un luogo. O meglio, lo è anche, ma
dopo. Nel senso che è prima l’ipostasi del business mondiale nel suo periferico ufficio italiano. Poi è anche una delle più imponenti piazze di Milano, con il maestoso, neoclassico palazzo della Borsa, ristrutturato nel 1990, coperto da una vetrata e suddiviso nei recinti dove avvengono le contratta-zioni, con zone per addetti ai lavori e zone aperte al pubblico".
Aldo Nove, Milano non è Milano.

"Ordinai "Palazzo degli Affari" a un conducente di tassì: il disco rosso di tre semafori, che brutto
colore, diobono, ci bloccò tre volte ai più casalinghi santi, e sante, dell'umilico metropolitano:
ma arrivai in tempo lo stesso ad attingere per la manica il mio agente di cambio, cavalier Aristide Bilancioni, proprio mentre iniziava l'attacco, scarpette nere lucidissime, della gradinata del Palazzo degli Affari. Gli sono stranamente affezionato. Le poche centinaia di lire che m'è avvenuto di veder esalare nell'azzurro ogniqualvolta deliberai avvalermi delle di lui prestazioni mi son sempre parse una cosa così naturale, da allibrarle ogni qualvolta in "dare" nel mastro doppio della mia gratitudine".
Carlo Emilio Gadda, Alla borsa di Milano.
©Elleboro Editore - AA. VV.