A nord di Pavia, nell’apparentemente infinita pianura padana, si alza improvvisamente un miracolo dell’architettura gotica e rinascimentale lombarda, le cui origini si devono alla dinastia che ha fatto la storia di Milano: i Visconti.
I certosini sono un ordine religioso nato nell’XI secolo in Francia: il monastero da cui hanno avuto origine – la grande chartreuse – ha dato il nome all’intero ordine. La particolarità dei certosini è che i monaci non vivono in una vera comunità, ma passano le giornate in completo silenzio ed isolamento, tranne i tre riti giornalieri. I monaci eremitici (detti padri) possono parlare l’un l’altro solo una volta alla settimana, e sono assistiti da dei monaci detti “fratelli” che svolgono per loro i lavori manuali, come la cucina e le pulizie, in modo da permettere ai “padri” una vita di totale contemplazione, studio e preghiera.
La certosa di Pavia deve la sua nascita al primo duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti, che ne ordinò la costruzione nel 1396, come simbolo del suo nuovo potere ducale, e della sua nascente dinastia. Il monastero sorge a margine dell'antica strada romana che collegava Pavia a Milano, in una zona molto fertile che si trovava al confine del grande parco che il Visconti aveva fatto realizzare a nord di Pavia.
La chiesa del monastero fu progettata fin dall’inizio per essere il luogo di sepoltura dei Visconti, e per esserne una dimostrazione plastica del loro potere. Lo stile originare era gotico, ma visto che la costruzione si protrasse per tutto il quattrocento, fu presto influenzata dal Rinascimento: basti vedere la meravigliosa facciata di marmo o le stupende decorazioni pittoriche, che risplendono di una luce azzurrina che ha un che di ultraterreno. Gli affreschi principali sono del Bergognone. Tutte le decorazioni, pittoriche e architettoniche, sono realizzate con la precisione e l’amore per i dettagli da cui deriva l’aggettivo “certosino”, che in italiano sta ad indicare un lavoro di estrema precisione, che richiede molto tempo.
All’interno della chiesa, nel transetto, si trovano gli splendidi sepolcri in marmo di Gian Galeazzo Visconti – il fondatore della chiesa – e dell’ultima coppia di duchi di Milano: Ludovico il Moro e Beatrice d’Este. Nel grande chiostro, si alternano le celle dei monaci certosini, che hanno l’aspetto di tante villette a schiera. Oggi nessuno le usa più: il monastero fu definitivamente soppresso in epoca napoleonica.
Oggi la Certosa di Pavia è di proprietà statale ma la gestione è affidata all’ordine cistercense. Un monaco si offre di solito, ogni ora, di visitare alcune parti della chiesa, dei chiostri e del monastero: consiglio assolutamente di farlo! E’ un’esperienza che non mancherà di riempire la tua anima di meraviglia, perché la Certosa è forse il più bel monumento di tutta la Lombardia.
Autore e voce di Marco Cappelli, podcaster e scrittore di storia