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A Lomello, avvenne uno degli eventi fondamentali della storia dei Longobardi: Teodolinda scelse chi sarebbe stato il nuovo Re.
Facciamo un passo indietro. I Longobardi entrarono in Italia nel 568, guidati da Alboino. Conquistarono una parte della penisola, ma Alboino cadde vittima di una congiura e lo stesso accadde a suo figlio. Per altri dieci anni, i longobardi non ebbero Re, fino al 584 quando scelsero un certo Authari per rifondare il regno. Questi decise di sposare Teodolinda, principessa bavarese, e discendente di antichi re longobardi. Il matrimonio fu celebrato nel 589, all’ombra però di una terribile offensiva che Franchi e Romani - quelli che noi chiamiamo Bizantini - preparavano per annientare i Longobardi.
Authari seppe resistere al diluvio di lame, ma poco dopo morì in circostanze sospette, nel settembre del 590. Teodolinda, regina da solo un anno, si ritrovò in una situazione molto pericolosa. Sarebbe potuta essere questo l’inizio di un nuovo periodo turbolento di guerre civili tra i duchi, come era già successo pochi anni prima. Che non fu così si deve soprattutto a Teodolinda.
La regina, nel breve volgere di un anno, deve aver costruito una buona base di potere, perché i duchi rimasti fedeli al regno decisero che sarebbe stata lei a scegliere il nuovo Re. Il grande storico dei Longobardi, Paolo Diacono, narra in modo lirico la scelta di Teodolinda: “la regina fece venire a sé il duca Agilulfo di Torino, un uomo valoroso, forte in guerra, bello di aspetto e con un animo adatto a governare il regno. Lei stessa andò a incontrarlo presso la fortezza di Lomello. Quando Agilulfo arrivò, la regina, scambiata qualche parola, si fece servire del vino; dopo aver bevuto per prima, gli porse ciò che restava perché lo bevesse. Egli, presa la coppa, baciò rispettosamente la mano della regina; ma questa, con un sorriso pieno di rossore, gli disse che non doveva baciarle la mano colui che avrebbe dovuto baciarla sulla bocca. Quindi, fattolo alzare per ricevere il suo bacio, gli svelò ciò che riguardava sia le nozze, sia la dignità di Re. Che più? Si celebrano le nozze con grande letizia. Agilulfo assunse la dignità regale all’inizio del mese di Novembre e poi, nel successivo mese di Maggio, riunitisi insieme i Longobardi, a Milano fu da tutti solennemente elevato al regno.”
Non è una storia fantastica? Notare come un monaco benedettino dell’ottavo secolo, com’era Paolo Diacono, sia molto meno pruriginoso in quanto a baci e rapporti carnali di quanto la vulgata sul medioevo voglia farci credere. Poi notate anche il ruolo di Teodolinda, che non è una passiva fanciulla. E’ una regina, una donna fatta e finita, è lei l’agente che muove la storia e la politica. E’ nella regina che risiede tutta l’autorità e la legittimità a governare, passata ad Agilulfo per mezzo del bacio, e poi del matrimonio.
Se ti rechi a Lomello, puoi visitare una bellissima cattedrale del XII secolo, S.Maria Maggiore. Questa chiesa medievale è stata forse costruita sul sito tardoantico dove si sposarono Agilulfo e Teodolinda. Lo intuiamo perché di fianco c’è un monumento ancora più antico, un battistero e un fonte battesimale del VI secolo, che era già lì ai tempi dei nostri re longobardi. Entrambi meritano una visita!

Autore e voce di Marco Cappelli, podcaster e scrittore di storia