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Le parole di Giovanni Malagò al Congresso del CIO di Mumbai sono apparse come un colpo di vento gelido, di quelli che ti mandano all’aria quando nemmeno te l’aspetti. La decisione del Governo di non realizzare lo Sliding Center di Cortina d’Ampezzo e dover trasferire le competizioni all’estero ha lasciato attoniti chiunque ami gli sport del budello, ma non gli atleti che si sono rimboccati immediatamente le mani e hanno iniziato a prepararsi per la nuova avventura a cinque cerchi.

Chi non ha paura delle difficoltà e trova sempre una strada per uscire è Robert Mircea, frenatore della Nazionale Italiana di bob a 2 e a 4. Nativo della Romania, l’atleta dei Carabinieri si è trasferito a Corbetta (Milano) nel 2009 con la famiglia e ha toccato per la prima volta il ghiaccio molto tardi, dopo aver conquistato per due volte il titolo italiano di sollevamento pesi.

L’impossibilità di ottenere in tempi brevi la cittadinanza l’ha spinto a provare questa disciplina che a cavallo fra gli Anni ’50 e ’60 ha reso celebre la perla dell’Ampezzano e il suo eroe, Eugenio Monti, vincitore di due medaglie d’oro ai Giochi di Grenoble 1968. A differenza del “Rosso Volante” Robert non potrà scendere lungo il pendio all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo, ma ciò non gli impedirà di vivere il suo sogno olimpico nel 2026.


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