Stirare su una scogliera. Giocare a scacchi dopo aver preso un diretto in faccia. Correre per due ore su una sedia da ufficio. Abbattere un palo in 300 persone mentre un ninja cerca di restare in equilibrio in cima. Dall’Inghilterra dell’extreme ironing – nato quasi per scherzo da un casalingo annoiato – fino al Giappone del Bootaoshi, passando per il chess boxing americano, scopriamo che lo sport è molto più di ciò che immaginiamo. È creatività. È rituale. È comunità. A volte è follia organizzata. E forse la vera domanda è: cosa rende “sensato” uno sport? Wake Up Pills è [...]