Sembra non esista persona in grado di risolvere il criptico gioco di parole della Sfinge, vorace creatura dal corpo leonino e dal volto femmineo.
Tra le sue fauci hanno già perso la vita numerosi abitanti di Tebe, città greca della Beozia: erano tutti desiderosi di porre fine al flagello che Era, moglie del padre degli dèi Zeus, aveva scagliato contro di loro; tutti spinti dalla speranza di garantire un meritato ritorno alla normalità all'intera cittadinanza.
Sarebbe bastata una sola e semplice parola per evitare l'ennesima strage. Eppure, quando il temerario di turno osservava le labbra della Sfinge recitare il nefasto indovinello e il sangue stillare copioso dalle sue mascelle, la capacità di ragionare gli veniva d'un lampo meno e una profonda paura gli bloccava il respiro.
Un giorno, però…