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Nell'opera Il ramo d'oro, saggio in dodici volumi sulle culture primitive, l'antropologo scozzese James George Frazer analizza il rapporto tra magia e religione.

Queste forme di organizzazione astratta del pensiero, secondo l'autore, non hanno legami di parentela: per religione si intende un rapporto di implorazione tra un fedele, sottomesso, e una divinità, la quale controlla il corso della natura e delle vicende umane. Durante un rito magico, al contrario, l'incantatore piega l'occulto alla propria volontà, si discosta dalla remissività tipica del sacerdote e ripudia il ruolo di pedina dipendente da un'entità superiore; «non cerca il favore di nessun essere volubile e capriccioso».
All'umile mitezza del religioso si contrappone quindi la fiera arroganza del mago.

Nella Grecia antica esistevano delle compagnie di maghi, in grado di praticare incantesimi e fatture e di...