Nel Gennaio 2010 si verificarono gravi disordini in una cittadina in provincia di Reggio Calabria, Rosarno. Gli extracomunitari lì impiegati per la raccolta di frutta si ribellarono a condizioni di vita inumane - a decine dormivano in un silos abbandonato, senza riscaldamento, luce, gas, acqua corrente - e a un deciso peggioramento del clima sociale dovuto alla carenza di lavoro. Nei giorni precedenti si erano ripetuti episodi di intolleranza, alcuni odiosi come lo sparare ai migranti con fucili ad aria compressa per provocazione e puro divertimento. Una guerra di schiavitù nell’Italia del terzo millennio.
Aspetta non la cogliere l’ultima oliva nera
Dopo quel gesto semplice presto verrà la sera
Son poche ormai sugli alberi le arance ad aspettare
Che le tue mani nobili le vadano ad abbracciare
Dopo di che tornando a buio nei granai
Trovi quel letto di cartone
Dentro l’odore dei fornelli a gas
Fuori la doccia e ghiaia per sapone.
Ora ti prego togliti dal capo quel berretto
Sono arrivati i capi tuoi devi portar rispetto
Così magari si potrà restare fino ad aprile
A odorar le zagare che tornano a fiorire
Dopo di che come colpiti da amnesia
Greggi di pecore feroci
Escono dai recinti e spazzan via
Storie presenze lacrime sogni e voci
Come rifiuti tossici come scorie nocive
Migrano ancora i deboli a cogliere altre olive.
Negro: Collo grosso e labbra gonfie capelli lanosi
Prognatismo facili ad imitare bugiardi sensuali (*)
(*) Questa la inconcepibile definizione di “negro” ancora presente nel vocabolario Zingarelli del 1954.