non so come spiegare col mio modo un po contorto
molte cose che alla fine sono semplici
camminare piano senza andare in nessun posto
andare a lavorare sembra un viaggio
e prendo la mia bici sopra il ponte alla stazione
vedo facce assorte, scure,nel sogno ancora
e invece i ragazzini sono immersi dentro a sogni
piu reali dei concetti che creiamo noi
non basta sorvolare sui problemi per vederli scomparire
come nuvole col vento da est
ma ci si può trovare come sempre a metà strada
dove il soggettivo è solo una formalità
e prendo la mia bici sotto il ponte poi in salita
felice di sudare e della sobrietà.
e invece il carburante, con il suono martellante,
sta ammazzando le mie piante e la mia tranquillità.
Tra storici ed artisti, forse un po revisionisti,
ci intendiamo sul concetto di libertà,
ma poi questa parola che manipola la scuola,
diventerà lo slogan della borghesia.
e infatti sono liberi di essere meschini,
mentre noi cerchiamo gioia in un apple store
qual'è l'applicazione che riporti alla ragione,
dammi il collegamento che procedo al download
non so come spiegare col mio modo un po obsoleto
il bisogno di spiegarvi ogni attimo.
e resto a' immagginare la mia vita e il mio presente,
cosciente che la festa un dì finirà
per questo mi autorizzo a cambiare l'indirizzo,
dei sogni che qualcuno aveva fatto per me,
lasciamoci alle spalle, le trovate e le fregnacce,
e le facce dei bastardi e ripartiamo da qua. dalla tranquillità...
non come spiegare neanche l'amore per l'inverno,
nel linguaggio ormai moderno della tv
e svelto vado al luogo, che di nuovo non ho scelto
divelto dal rancore per l'ipocrisia
ma poi prendo la bici, sto lontano dagli uffici,
pedalo dolcemente e ritorno a casa,
e taglio con gli indugi, con le scuse e i sotterfugi,
e bacio la mia sposa con tranquillità...