Ho due parole che gocciano dal vaso,
Come acqua drenata dal gelo della terra.
guerra che muove al di là delle nazioni,
crea connessioni slegate dal dolo.
alcuni attimi rimasti indietro,
con le speranze messe sotto vetro,
non c'è futuro se non apri le porta
amore del poeta, lettera morta.
Bocche che sognano un posto a sedere,
bocche che battono sopra il bicchiere,
lingue rimaste ancorate al passato,
denti che mordono il momento andato.
Ciglia che sbattono al passaggio dei ricchi,
seni che attirano diventano i picchi,
dell'assoluta mancanza di parola:
le bocche bevono la stessa cola.
Guardo negli occhi l'ignavo e il ribelle,
che le pupille non mentono,
hanno vendute le stelle..
smetti di tacere.
Vogliamo tutti la stessa chimera,
seduti in fila sotto qualche bandiera,
tutto sommato preferiamo la crociera,
a dare ascolto alla gente che spera.
muove la sera,
le porte del cosciente,
muoiono i sogni,
della gente assente.
Andiamo avanti sempre pronti a cadere,
dentro le bocche rassegnate a tacere.
Forse ha ragione chi cerca l'assenso,
chi la domenica respira incenso,
magari quelli che cercano il petrolio,
lo scettro del potere o il monopolio.
Magari pensi che è sempre uguale,
che la tua bocca sia personale,
se non ti chiami Ernesto CheGuevara
usa la tua lingua come una spada.