Un container trascinato da un camion può suonare come il canto degli uccelli. Basta un fraintendimento percettivo per capire quanto sia fragile la nostra certezza di "vedere le cose come sono".
Il Buddha chiama avijjā questa ignoranza: non il non sapere le capitali del mondo, ma confondere ciò che è salutare con ciò che non lo è.
La buona notizia? Un respiro, un sorriso, e possiamo riconoscere i pensieri proliferanti per quello che sono: automatismi, non verità.
Riflessioni di Dharma registrate da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 19 dicembre 2025.
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