Texture, piattaforma di incontro e confronto tra esperti culturali, programmatori e progettisti; che in questa edizione si sviluppa in due sessioni e due forme di incontro differenti, dal vivo e in remoto.
Da Galeno a Marx, dalle fabbriche di Lawrence alla poesia di James Oppenheim, dal Medioevo ai nostri giorni, “il pane e le rose” è un binomio auspicabile per una dimensione umana, sociale e politica dignitosa. Ne sentiamo tutt’oggi il forte richiamo. Laddove si intenda il lavoro culturale come sovversivo di una logica capitalistica, fioriscono economie ribelli, che danno vita a progetti ibridi, diversamente sostenibili, generativi, sorgivi.
L’ultimo decennio ha visto mettere in discussione i consueti formati nominati come festival, favorendo sperimentazioni di portata “politica”, amplificate dalle crisi nelle quali siamo immersi. Processi creativi che, attraverso la ricerca di un nuovo rapporto fra artisti, pubblico e comunità, mirano ad attivare nuovi diritti di cittadinanza, individuando nel presente tracce di futuri possibili. Pretendere il Pane (il necessario, una vita dignitosa per tutti) e le Rose.