
Mi chiamo Anna
Mi chiamo Anna
perché era il nome della nonna
e la mattina vado a scuola da sola...
Ormai sono grande,
frequento la quinta elementare
e la mia mamma lavora lontano,
così si alza molto presto la mattina
e io dormo ancora...
Oggi non ho voglia di andare a scuola...
la casa è silenziosa, c’è la colazione sul tavolo
della cucina, con tutto quello che mi piace...
Però appena esco dalla porta e chiudo a chiave
il mio cuore batte più forte ed ho paura...
Sulla strada che percorro c’è un portone
e da lì esce un orco orrendo...
All’inizio era buffo, ma simpatico,
mi regalava dei lecca-lecca colorati
che io portavo alle mie compagne di classe...
Poi però ha cominciato a giocare con me,
ma io non conosco quel gioco e mi fa molto male,
mi trascina in una cantina buia e dice:
"Dai piccola che ci divertiamo, ma deve essere
un nostro segreto, altrimenti tua mamma morirebbe
di dolore e i tuoi amichetti ti prenderebbero in giro..."
Puzza di vino l’orco e non mi chiama Anna,
è cattivo perché mi fa arrivare tardi a scuola
e poi mi esce il sangue dal pancino...
Qualche giorno fa ho vomitato e la bidella
mi ha accompagnato nell’ufficio del mio papà...
Lui potrebbe sconfiggere quell’orco,
ma quando gliel’ho chiesto mi ha preso in giro
e mi ha sgridato perché dice che guardo troppo la tv.
Oggi non ho voglia di andare a scuola, ma se rimango
qui nel mio lettino lo diranno alla mia mamma...
ma non posso raccontarle che ogni giorno incontro l’orco...
lei ne soffrirebbe e il suo sorriso che mi accoglie
ogni sera svanirebbe dal suo viso...
Mi chiamo Anna
e oggi, anche oggi, vado a scuola.
Silvia Denti
(Note: Tratto da una storia vera)