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Description

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Sperdute dune (senza confini immaginari)
Andando al tempio della radura secca
trafitta da raggi di luce che mi spaccano il petto
attendo scompigliata nel dentro e nei veli
tra le anticaglie della strada che pare bagnata
lacrime tascabili come fazzolettini da nascondere
non mi è permesso lasciarmi andare
e dondolo tra le croci dei rami
aspettando l’argenteo sonno del tramonto
che mi condurrà lontana dalla serpe che mi addolora
che uccide a stille i respiri trascinati dal vento fermo...
Tu non ci sei
quel silenzio insopportabile è come eclissi tra mura oscure
è come aria senza profumo
o tronco senza radice
Tu non ci sei
sul mio ventre immacolato
a suonare le corde d’un violino che freme
E’ buio e Platone canta la follia ora di pioggia fresca
trasudano i polsi alle risposte del nulla
spendo i miseri istanti che riportano solo
poche particelle di canapa e centella....
Non sono io
sanguino di fango
muoio
e ancora ti perdono...

(Silvia Denti)