L’incontro tra i ministri dell’Ambiente dei paesi del G7 si è concluso lunedì 12 giugno con un comunicato che non sorprende, ma che cerca di rilanciare sugli impegni presi a fine 2015 alla Cop21 di Parigi, quando si adottarono nuove strategie per contenere il cambiamento climatico e i suoi effetti entro una soglia che permetta la sopravvivenza del più alto numero possibile di specie animali e di ambienti minacciati. Ne parliamo con Antonella Visintin della commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.