Maria Montesi
Quando gli alberi impediscono di vedere la foresta
residenza_9-13 giugno 2025
apertura pubblica su invito_ venerdì 13 giugno, h 19.00
spazioK, via Santa Chiara 38/2, Prato
“Quanto più i gesti perdevano la loro disinvoltura […], tanto più la vita diventava indecifrabile.”
È quella di fine ‘800, “un’epoca che ha perduto i suoi gesti” (G. Agamben, 1996). Come leggere queste parole? Si può immaginare la perdita di un gesto?
La domanda non sembra esaurirsi facilmente ma è curioso notare che nel momento in cui si cominciavano a registrare casi di anomalie del gesto, perdendo funzionalità e naturalezza (de la Tourette), la fotografia offriva uno strumento mai esistito di trascrizione clinica del movimento umano attraverso la sua frammentazione (Muybridge, Marey).
Attorno a questa relazione tra sguardo e gesto la domanda può continuare ad aprirsi ai nostri giorni: in che modo il flusso continuo d’immagini che ci attraversa agisce sui nostri gesti quotidiani? In che modo la costante archiviazione, classificazione e rappresentazione delle nostre vite in rete influenza il nostro stare e agire nel mondo? In che modo la miriade d’informazioni, possibilità, connessioni offerte tramite nuove tecnologie di comunicazione opera su di noi? Se nel linguaggio verbale si parla di “saturazione semantica” come la perdita temporanea del significato di un vocabolo dovuta alla sua ripetizione continua, è possibile immaginare in atto una saturazione semantica del gesto? Tornando alla domanda iniziale, una perdita come svuotamento di senso? E infine, esiste un potenziale in questo atto di svuotamento? Cosa offre un gesto, denudato del suo portato sociale, emotivo, politico? Quale memoria porteremo di questa rottura? Può esistere qui un potere trasformativo?
Interagendo con alcuni materiali d’osservazione del reale, queste domande saranno attraversate in un’indagine corporea e condivise in forma di studio.
Maria Montesi (1988) è artista visiva e filmmaker attiva in ambiti sperimentali che si pongono tra la videoarte, il cinema documentario e la danza. Muovendo da una formazione antropologica, la sua pratica esplora di volta in volta le possibilità offerte dall’incontro con un luogo e la comunità che lo abita. I suoi lavori spesso traducono un processo di osservazione volto a far emergere la relazione tra la sfera del vissuto individuale e quella della memoria collettiva. Ha presentato le sue opere in diversi paesi europei e negli Stati Uniti. Attualmente frequenta la formazione D.O.P di danza presso Company Blu ed è insegnante di fotografia e video-making presso FIDI a Firenze.