Niente di più gioioso del Natale, il ripetersi infinito di una nascita. E niente di più angoscioso, secondo Manganelli, della sua rappresentazione, il tradizionale presepe, con la sua “infelicità esclusiva, viscida, serpentesca, e insieme calamitosa”. Uno spettacolo che emerge dal niente, in cui il non-vivo domina la scena.