L’edificio funebre in stile Neo-egizio, sito tra Via Posillipo e Via Belsito 11, fu commissionato dal livornese Matteo Schilizzi, presente a Napoli dal 1880 per il fratello. L’architetto incaricato, nel 1883, fu Alfonso Guerra. Egli utilizzò blocchi di piperino, colonne monolitiche in granito di Baveno, pilastri in granito grigio e architravi in pietra di Belona. Dopo alcuni anni i lavori vennero interrotti quando la struttura era praticamente completata. Nel 1919 il Comune lo acquistò e, successivamente, tra il 1925 e il 1930, il mausoleo venne trasformato nel attuale sacrario, con annesso parco. Fu Camillo, figlio di Alfonso Guerra, a completare l’edificio trasformandolo in monumento ai caduti napoletani della Grande Guerra. Si tratta di un’opera di carattere eclettico.