Avrete notato, cari amici, che i pastori della Chiesa cattolica parlano sempre meno del peccato. La parola stessa è diventata quasi impronunciabile e si preferisce usare il termine “fragilità”.
Mi sembra che dietro questa sostituzione ci sia un progetto: sostituire l’uomo a Dio, fare dell’uomo il dio di se stesso. Nel momento in cui mettiamo da parte Dio, perdiamo automaticamente il senso del peccato. Ora, che questa operazione sia portata avanti dal mondo è comprensibile. Ma che sia portata avanti dalla Chiesa è aberrante.