Monologhi al Telefono di Donatella Giordano. L'artista si rapporta con un ipotetico
ascoltatore raccontando gli aspetti più intimi della sua ricerca. Un sistema che supera il
concetto dell'intervista classica - precedentemente pianificata - a favore di un approccio
libero, dove l'artista simula una conversazione e l';utente diventa l'interlocutore.
In questo monologo l'artista mostra il suo sgomento per la perdita di due figure che hanno
rivestito un ruolo importante nella sua ricerca sin dai suoi esordi: Lea Vergine - critica d'arte,
saggista e curatrice di mostre di alto profilo, nota per i suoi studi pionieristici sulla Body Art -
e il suo compagno Enzo Mari - autorevole teorico del design italiano, creatore di forme e
promotore di una visione più legata al concetto di manifattura piuttosto che all’esasperata
innovazione digitale.