Nell'epoca storica della crisi ambientale e sanitaria, l'arte teatrale è chiamata a immaginare il “mondo del dopo” come forma di resistenza politica. Per farlo si può – e forse si deve – guardare all'approccio ecologico. Per "teatro ecologista" non intendiamo solo la sensibilità e l’interesse nei confronti delle questioni ambientali, ma anche quelle forme di poetica che guardano alla biodiversità e al dialogo fra specie e fra esseri viventi, che mischiano e moltiplicano i linguaggi per tendere verso la differenziazione organica, la giustizia sociale e l’equilibrio ecologico.
In questa seconda parte proseguiamo il dialogo insieme a due artisti, Leonardo Delogu e Valerio Sirna di DOM; mentre con Enzo Ferrara, ricercatore dell'Istituto metrologico nazionale, riflettiamo sul rapporto tra arte e scienza. In intermezzo, la rubrica "La manutenzione dell'ascolto" a cura di Giuseppe Di Lorenzo, intorno al tema dell'accettazione di un nuovo mondo.
Ai microfoni Alex Giuzio, montaggio di Ilaria Cecchinato, sigla di Alessio Pallotti, disegno di Brochendors Brothers.