Comincio la settimana con il botto, e cioè con Francesco Libetta.
Difficile per me descrivere ma, soprattutto, imbrigliare questa figura così caleidoscopica del pianismo italiano, dall'incredibile talento, che mostra i tratti, la versatilità e il polimorfismo del genio leonardesco.
In questa intervista ci annuncia tra l'altro tantissime novità che lo riguardano: ci parla del suo prossimo disco, che inciderà su uno strumento della metà dell'Ottocento, di un documentario sulla musica e la danza che lo vede in qualità di regista (!) e della sua prossima mostra in cui esporrà fotografie all'apparenza astratte, ma che in realtà sono dettagli di pianoforti Steinway ingranditi fino alla distorsione.