Prima che scoppiasse l’emergenza avevo organizzato ogni cosa al minimo dettaglio: scadenze per gli esami, tutte le attività concernenti il volontariato, la mia ricerca tesi, e anche il volo per tornare in Sicilia. Ad un tratto però sono rimasta completamente bloccata in casa: senza libri, biblioteche chiuse, ma soprattutto, lontana dagli effetti più cari: una nonna che lavora in ospedale, la mia mamma alla protezione civile, mia sorella al supermercato. E chiaramente insieme a questo l’ansia nello sperare che andasse tutto bene. E ancora anche la rabbia di rimanere a casa quando in realtà se fossi tornata in Sicilia avrei offerto il mio tempo non soltanto alla mia associazione, ma a tutta la popolazione e sicuramente mi sarei sentita meglio. Di contro però ho scoperto alcune qualità come la capacità di mantenere la calma, l’ottimismo e soprattutto ho pensato a quante volte ho rimandato le cose e adesso che ho tanto tempo mi sono resa conto che devo uscire da questa quarantena con nuove competenze e nuove conoscenze da raggiungere entro la fine la quarantena e così è aumentata la voglia di fare.