Quando soffriamo, soffriamo sempre nel corpo e nella mente e abbiamo bisogno che il nostro dolore venga riconosciuto come tale, reale come lo percepiamo noi e che gli si possa attribuire un senso.
Riconoscere la sofferenza derivante dall'interazione mente-corpo è un modo per considerare l'unità organica della persona o chiamandola "psicosomatica" si finisce per sminuire l'esperienza dolorosa alimentando antichi pregiudizi?