“Umberto Galimberti mi ricorda che il mio corpo non è solo uno attrezzo di lavoro, o un arnese sportivo, o uno strumento di seduzione o una macchina che ogni tanto si rompe e ha bisogno di essere riparata da un medico: il mio corpo è prima di tutto, il mio tramite con il mondo. Io non ho un corpo; io sono il mio corpo e vivo grazie a lui.
E lui è sempre lì, a ricordarmi che non è un oggetto che posso usare a mio piacimento, perché ogni abuso è severamente punito.
E ci tiene a ricordarmelo soprattutto da quando ho compiuto 40 anni.
E voi, che rapporto avete con il vostro corpo? Lo usate o lo vivete?”
Michele Lanzi